Episodio 12 · 30 giugno 2026 · 53min

L'italiano dimenticato che divenne uno dei più ricchi industriali d'Europa

Riccardo Gualino (Biella, 1879) partì a 17 anni con un primo stipendio di 50 lire e in vent’anni divenne uno degli uomini più ricchi d’Europa. Confessioni di un sognatore è la sua autobiografia, scritta nel 1945 e rimasta chiusa in un cassetto per oltre settant’anni, fino al 2021.

Figlio di un orefice, senza laurea, imparò tutto sul campo: prima nel commercio del legname a Genova, poi costruendo un impero forestale tra Russia e Romania. La Prima guerra mondiale e la rivoluzione bolscevica gli portarono via tutto. E lui ricominciò: prima con un’attività di import-export, portando carbone e acciaio dagli Stati Uniti verso l’Europa in guerra, in società con Agnelli, poi con la SNIA Viscosa, che nel 1925 produceva l’11% della seta artificiale mondiale e fu la prima azienda italiana di sempre quotata a Londra e New York.

Ci ha colpiti soprattutto un’idea. Gualino non costruiva per i soldi: voleva i soldi per costruire. Sognava di rifare Torino, di portare le fabbriche nel Mezzogiorno, di unire Torino, Genova e Milano con treni ad alta velocità, già negli anni Venti. I miliardi, per lui, erano solo lo strumento di un sogno.

Trascrizione 53min Fonti 7 fonti citate · approfondimenti

Dieci riflessioni principali dall'episodio

1

"Guardare lontano, sempre più lontano, deve essere il nostro motto."

2

"Comprare è facile, basta avere denari e pagare. Comprare bene è difficile."

3

"Se dovessi scegliere un motto che sintetizzasse i miei più fervidi desideri, scriverei: «Creare e precedere». Perché nulla dà tanta soddisfazione quanto costruire fra le emozioni del precedere. Sono tuttavia fatiche ed emozioni che stancano."

4

"La bellezza del denaro risiede nella potenza che fornisce a chi lo detiene: concepire una grande iniziativa, vedere migliaia di uomini trasformare con nuove industrie plaghe povere in centri di lavoro e di benessere. Sono gioie d'immaginazione; ma se per realizzare questi sogni ti occorrono denari e li possiedi, essi sono fonte di felicità. Potrà asserire di aver vissuto chi avrà creato qualche cosa: anche sfortunato, varrà sempre più di uno spettatore indifferente."

5

"La mia passione è costruire, tirare su qualcosa che rimanga. Nulla è per me più interessante che far sorgere dal nudo terreno uno stabilimento, studiarne l'organizzazione, fornirlo dei più moderni sistemi, vedere lavorare a pieno ritmo una fabbrica che trasformi armonicamente, in maniera praticamente perfetta, la materia grezza in prodotti finiti attraverso innumerevoli fasi di lavorazione intermedie, al pari di una sinfonia o di un'opera d'arte. Ordine e ritmo: questi i pilastri sui quali si può rendere prospera una grande azienda."

6

"Nel mondo degli affari, a qualunque genere appartengano, l'ordine più scrupoloso è la guida migliore."

7

"Ogni costruzione, per imponente che sia, non può reggere se le sue fondamenta non sono solide; anzi, quanto più poderosa appare allo sguardo, tanto più salde devono essere le basi."

8

"Dall'avventura imparai che anche l'esperienza deve essere continuamente sorvegliata: non basta un albero sano e robusto per raccoglierne buoni frutti, occorre assisterlo, potarlo, difenderlo dalle insidie degli insetti, per avere in tavola frutti maturi e non bacati."

9

"La quale vicenda, se voglio trarne un morale, può dimostrare che anche gli individui più capaci, più freddi e dai piedi più solidamente piantati possono commettere gravi errori di apprezzamento, così come i sognatori di professione, magari un pochino pazzi, vedono talvolta lontano."

10

"Abbi il coraggio di osare. Osare fare, osare gettare il cuore oltre l'ostacolo, osare bruciare i vascelli alle nostre spalle."